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12/05/2014

Riflessioni del 12 Maggio

 

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Mi domando, dopo aver letto articoli mirabilmente scritti su blog di tipo politico/culturale, cosa possa io mai dire che non sia che una copia in peius di quanto già trattato.

Ma forse è meglio tale domanda neppure porsela: se si prova l'istinto di dire qualcosa, sia come sia, sia pur inutile, vuoto, incapace di incidere o solo di arrivare al punto di essere percepito, lo si faccia.

I tempi sono grami, la civiltà occidentale, incapace di ammettere il fallimento di un modello culturale e di società che porta all'estinzione, si balocca nel porre al centro della sua attenzione la promozione di improbabili diritti, consuma energie vitali nell'imporre per legge un'equipollenza che non è nella natura umana, non è nel pensiero di chi segue la via della ragione, la via del buon senso, l'unica capace di sovrastare e ridicolizzare ogni norma che la avversi.

Il tamburellamento mediatico teso a creare un'umanità uniforme e, dico io, meglio controllabile, intimorita e succube, continua incessante e sicuro, forse, di una vittoria che, se verrà, sarà comunque ingoiata dai secoli.

Occorre guardare oltre, oltre la nostra breve ed effimera esistenza, per capire come tutto finisce, anche la vittoria dei vincitori, anche l'impudenza e la mala fede di chi fonda la sua forza su armi e ricatti, sull'ignoranza e sulle false credenze spacciate per verità.