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03/02/2017

Ripresa dopo lunga sosta

Il mio vecchio blog è stato riabilitato, con l'avvertimento che, se non scriverò più, sarà cancellato.

Quindi, necessariamente, mi devo adeguare... d'altronde il tentativo di accesso compiuto ieri si doveva al fatto che era mia intenzione scrivere qualcosa e, in particolare, riportare anche qui quella frase della serie "La saggezza di Enri" di antica memoria, pubblicata successivamente su fb.

La frase era ed è ancora:

"Sopravvalutare se stessi, il proprio potere, la propria influenza, è un madornale peccato di superbia: ci sarà sempre qualcuno, più forte e bravo di te, capace di sbalzarti dal piedistallo che ti sei autocostruito."

Ringrazio chi passerà e l'Admin che mi ha riammesso... sia pure con "minaccia"..   ;)

18:11 Scritto in Pensieri | Link permanente | Commenti (5)

23/12/2013

Natale 2013

 

buon-natale.jpg

 

Natale è per me soprattutto la festa dei bambini, per l'atmosfera dolce che si crea in famiglia, per il giocoso entusiasmo che essi mettono (e noi mettevamo) nella predisposizione degli addobbi, del presepe, per l'attesa curiosa e impaziente dei doni.
Non è quindi l'aspetto religioso della ricorrenza quello che sento e ciò soprattutto perché credo che è dentro di noi che dobbiamo cercare risposte alle nostre domande, è lì che va colto il discrimine fra bene e male, fra giusto e ingiusto, fra inutile ed essenziale.
Non credo vi sia bisogno di profeti, di qualcuno che, dall'alto, ci indichi verità o percorsi a cui noi stessi, da soli, non siamo giunti o nella possibilità di giungervi.
Niente verità rivelate, niente dogmi o certezze da accettare ciecamente, da accettare soprattutto se la nostra stessa ragione non le possieda già di suo, come patrimonio naturale, indelebile, spontaneo.
Quante sono state o sono ancor oggi le menti inebriate dalla suggestione di seguire suadenti verità assolute, seducenti ideologie, irrealizzabili visioni ideali?
Quanti uomini si sono fatti truppa al seguito di una religione, di un modello teorico, di una visione particolare del bene che, per affermarsi, non ha esitato ad armarsi di una lucente e mortifera spada?
Quante volte ciò che era stato individuato da taluni come il bene, nella sua affannosa ricerca di imporsi e sconfiggere il male, non ha saputo accorgersi che si stava trasformando in ciò che si proponeva di combattere?
L'uomo è vittima della sua ossessione di darsi delle verità, di mettere punti fermi, di costruire pilastri su cui fondare la propria esistenza e quella dei posteri: più volte ha tentato questa strada, caparbiamente, sanguinosamente, dissennatamente, per poi finire con l'arrendersi e scivolare nelle mani del più pericoloso antagonista di ciò che aveva posto come certezza, nelle mani del suo miglior giustiziere e boia: il relativismo.
Ma la verità, anzi il suo anelito, perché questa è un bene inafferrabile, è qualcosa di assai più semplice e sottile, discreto, è una ricerca interiore, un'umile pesca nel laghetto della propria mente.

19:20 Scritto in Pensieri | Link permanente | Commenti (13)

25/08/2011

Qualità o rappresentatività?

 

quote rosa.jpg

Qualità o rappresentatività?

Questa è la basilare domanda che sembra naturale porsi quando si viene a conoscenza di norme che, in società o in pubbliche amministrazioni, impongono la presenza di una percentuale minima di rappresentanti "di genere", femminili in particolare.

La risposta più logica al quesito d'apertura è che, in un ambito in cui l'efficienza e le capacità personali sono i fattori a cui ragionevolmente dovrebbe guardarsi affinché l'incarico ricoperto sia svolto nel modo migliore possibile, l'imposizione di una "quota rosa", sia una forzatura e un controsenso.

L'utilizzo di un simile criterio, scevro da apprezzamenti di carattere qualitativo, sembra piuttosto obbedire a un principio ideale meramente egualitaristico, il quale assurge al rango di precetto vincolante nel mondo reale grazie all'inatteso favore accordatogli da precise disposizioni di legge.

Di fronte a scelte legislative come questa non ci sarebbe da meravigliarsi se un giorno ci trovassimo di fronte alla rivendicazione di un diritto di presenza in organismi di società e amministrazioni, anche di rappresentati del mondo omosessuale, o, uscendo dall'ambito di genere, di chi fa parte di una categoria che ha sue specifiche peculiarità... magari di razza o di religione o di età..

D'altro canto, a ben pensarci, non ritengo neppure possa essere particolarmente gratificante per chiunque trovare posto in alcuni contesti lavorativi/direttivi, non per meriti propri ma per imposizione di legge.

Credo allora che occorra rifuggire da queste forzature, espressione di visioni ideali utili soprattutto a dare lustro mediatico, facile plauso e consenso a chi se ne fa portavoce e promotore.

Sono queste, a mio parere, scelte politiche e legislative che trovano una loro reale motivazione soprattutto nella volontà di compiacere, di ingraziarsi in modo semplice, chi fa parte di una data categoria... perché un giorno questo cittadino «particolare» sarà chiamato anch'egli al suo diritto/dovere di elettore... e si ricorderà.

19:46 Scritto in Pensieri | Link permanente | Commenti (17)

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