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13/10/2017

Argomenti

E' già un po' che non scrivo su questo mio vecchio e "storico" blog, che a sua volta era la continuazione di quello estinto, su Excite.

Quanto tempo è passato da allora e quante conoscenze, chiamiamole contatti o anche amicizie, ho avuto la fortuna o solo l'occasione di incontrare.

Il web è un mondo strano, che avvicina, che annulla le distanze, ma nello stesso tempo è "a parte" e solitamente chiuso al mondo reale, quello che è intorno a noi tutti i giorni, nei luoghi che frequentiamo.

Per me, che ho un carattere piuttosto chiuso ma anche a tratti sbrigativo o impulsivo e comunque non amo essere sovrastato dall'altrui aggressività, è stata un'esperienza interessante e c'è stato anche qualche momento in cui ho provato interesse per qualche collega-donna di web, o meglio di blog, che sembrava ricambiarmi.

Altri tempi, altre persone, altre donne... portate via dal mio orizzonte dalla mia stessa titubanza, da qualche mio scatto d'ira o semplicemente perché la loro vita è proseguita nel reale che ad esse si è presentato.

Non che ad esse io non faccia qualche addebito, perché sarebbe ingeneroso verso me stesso addossarmi tutte le colpe, tutti i difetti..

E comunque mi sono dilungato oltre ogni previsione, perché in effetti avevo iniziato solo con l'intento di proporre alcuni argomenti per un mio prossimo post...  che quindi elenco adesso onde eventualmente raccogliere delle preferenze:

- Riflessioni sull'inquinamento dei motori diesel

- E se fb sparisse di colpo?

- L'educazione civica come principio basilare per la vita e l'esistenza della comunità

- Fantasie sulla reicarnazione sulla base del DNA

- Il senso estetico come esteriorizzazione del bene, il bello come ispiratore del giusto.

 

Ciao ciao ;)

26/08/2017

Dialogo, vittoria e sconfitta

Riporto qui pari pari una mia riflessione già pubbilcata su fb.

E' un testo stringato, che sa un po' di messaggio, di slogan... ma rispecchia il mio pensiero relativamente alla condizione di "imbarazzante logorio" in cui versa la nostra vita quotidiana, ciò grazie al continuo battibeccarsi delle parti in campo che si confrontano e vicendevolmente ostacolano a suon di veti e divieti, critiche e marce indietro, giravolte e distinguo, rettifiche e dissociazioni.

Alla fine del match, nulla è cambiato e i "contendenti", senza vinti né vincitori, sono pronti per la prossima tenzone.

Ed ecco quello che ho scritto poco fa:

Non si può vivere in un eterno confronto e ricorso al compromesso, che non fanno altro che perpetuare il presente e le sue incongruenze.
Il dialogo-scontro, sia in forma verbale che scritta, è ormai la consuetudine, una consuetudine divenuta anche spettacolo, trasmissione tv, trasformata in sterile arena di chiacchiere.
C'è necessità invece, non di parole, ma che nella contesa vi sia un vincitore, il quale agisca in ragione della sua vittoria, superando la stagnazione che attanaglia e sgomenta la comunità: non è un disonorevole retaggio del passato il vincere, non più accettabile nel mondo moderno... vincere si può e talvolta si deve, e perdere rientra nell'ambito dell'umano possibile, un possibile che non si può espellere dalla realtà perché oggi non va più di moda.

14:29 Scritto in Politica | Link permanente | Commenti (2)

11/07/2017

Coerenza, lealtà, buon senso e principio di realtà

Questa è solo una bozza di un articolo da sviluppare: i temi sono chiari e legati in primis ai normali rapporti fra esseri umani, ma anche a quelli intercorrenti fra cittadini e poteri pubblici, sia a livello centrale che locale.

Inizio riprendendo come esempio quello dell'utente della strada che ogni giorno si imbatte in una segnaletica che sovente non è coerente con la natura del percorso e le sue condizioni oggettive.

Siamo quindi già a parlare del primo punto suggerito del titolo, quello che riguarda la coerenza, la corrispondenza fra ciò che viene imposto e la realtà esistente, a cui l'imposizione si lega, o meglio, evita di legarsi.

E il non essere coerenti, se è un atto voluto, preordinato eventualmente ad altri fini, diversi e lontani da quelli connessi con la situazione, finisce col rappresentare un comportamento evidentemente sbilanciato nei confronti di chi lo subisce: un agire che io difinirei sleale o comunque contrario a quel principio di correttezza che dovrebbe informare i rapporti fra cittadino e autorità.

In questi casi è il principio di realtà che viene anzitutto offeso, ed è atto grave perché la realtà è la base su cui dovrebbero poggiare tutte le azioni, tutte le decisioni, applicando ad essa quel buon senso, quella lealtà e quella coerenza di cui poc'anzi si diceva, principi o valori che ne sarebbero la naturale emanazione.

Ma a questo punto viene da porsi una domanda: quanta ubbidienza, quanta sottomissione è giusto avere verso chi con non si comporta con noi in modo leale e corretto?

E se, difficilmente alle misure coercitive, alle vessazioni "ex lege", per quanto ingiuste e basate su fondamenti irrealistici, il cittadino comune riesce a sottrarsi, ben occorre riflettere sull'appartenenza di chi tali comportamenti attua o su chi ha conferito ad organi particolari talune potestà, perché ad essi, per quel che può servire, il nostro voto va negato, senza tentennamenti, senza indulgenza, senza alcuna pietà.

 

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