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01/10/2018

Effettivamente non so che dire...

Mi coglie anche questa volta l'esigenza di scrivere qualcosa, onde non essere estromesso da questo accogliente blog, che nulla mi chiede se non di utilizzarlo, ogni tanto..

E difficile non sarebbe imbarcarsi in discorsi seri e profondi nonché immancabilmente deprimenti, né ci nascondiamo d'altronde che ogni critica o lagnanza o giudizio su qualsivoglia argomento che esponessimo in questa sede, nessuna traccia lascerà, nessuna capacità avrà di incidere su quel che sarà... come una foglia che cade, come tante altre, in una giornata d'autunno.

Peraltro sfoderare ottimismo, ilarità buffonesca mi parrebbe altresì poco coerente con la realtà dell'oggi e di un probabile domani.... per cui, che fare?

Rivangare un passato che non torna e dipingere di rosa fatti e avvenimenti che allora, mentre li vivevamo, non ci apparivano niente di che?  Non mi pare il caso...

E quindi niente, rallegriamoci soltanto di esserci ancora, perché finché uno c'è un peso pur minimo lo ha e può partecipare, insieme ad altri, all'incredibile carnevale della vita.

Ciò che stato è stato e ciò che sarà non è nelle nostre facoltà saperlo ;)

24/07/2018

Amico Tempo

Mi accorgo che sono già due mesi che non scrivo qui.... come passa il tempo.

Il tempo appunto, quell'entità di cui abbiamo una percezione soprattutto misurata sui cambiamenti fisici nostri e di chi conosciamo, ma del quale, nonostante questo, quando pensiamo, quando elaboriamo programmi per un momento che verrà, dimentichiamo l'esistenza e non teniamo conto del fatto che, quando quel momento sarà giunto, non saremo più gli stessi, anzi nulla sarà più lo stesso di prima.

Ecco, noi ragioniamo come se fossimo eterni, una specie di fermo immagine, mentre il tempo, che è poi il nome che attribuiamo a quel mutamento che in ogni essere avviene incessantemente fino al limite di renderlo privo di vita, procede silenzioso, nascosto... come quei programmi del computer che operano in background, senza essere visti, senza accorgersi che loro stanno lavorando.

E' così... e invece la percezione della temporaneità, della precarietà, dell'essere effimeri, è essenziale, non tanto per vivere la nostra esistenza con timore, quanto con serena e disincantata consapevolezza.

02/04/2018

Increduli

Increduli di fronte all'isteria dei potenti che giocano alle guerre avendo come scenario il mondo, trascorriamo impotenti il grigio pomeriggio di questo due di aprile, vedovo del sole primaverile.
Ieri, la concomitanza con la festività della Pasqua ci ha anche privati, infelice coincidenza, di quel gioco di falsità, di quel momento di scherzo tipico del primo d'aprile.
In compenso le falsità, e non per gioco, viaggiano sulle onde e lungo i cavi, diffondendo come certezze ricostruzioni e fatti della cui veridicità c'è da dubitare.
Eventi di dubbia rilevanza prendono la prima pagina di ogni notiziario, mentre il fiume delle notizie omesse, per scelta o sciatteria, scorre lontano dai nostri occhi.
Il dito resta puntato verso le fake news, categoria in cui vengono accomunate le informazioni palesemente false e quelle contrarie alle verità «ufficiali»: un apparentamento assai comodo per mestare nel torbido e non rendere più distinguibili le une dalle altre.

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