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04/06/2005

Orgoglio?

Si è svolto oggi a Milano il Gay Pride, manifestazione nazionale degli omosessuali in cui i partecipanti hanno sfilato per chiedere sempre nuovi e maggiori diritti e mostrare a tutti, senza vergogna, l’orgoglio per la propria condizione.

Il corteo del 4 giugno dell’”orgoglio gay” si è apriva con un trenino di 20 bambini, figli (?) di coppie lesbiche, nati con la fecondazione assistita.

Non solo quindi sono stati coinvolti dei bambini in una manifestazione di dubbio gusto, ma, prima ancora, si è permesso che essi fossero generati con la certezza che non vedranno mai il padre... sostituito da un'altra "madre"..

Non mi paiono questi, traguardi dei quali si possa essere orgogliosi.

In nome del progresso, della modernità, della libertà, della tolleranza per tutto e tutti, si è lasciato che un principio che la stessa natura ha stabilito, e cioè che il figlio abbia una figura materna e un paterna che lo seguono nella sua crescita, sia calpestato, stravolto.

Con queste parole, condivisibili non tanto per la forma e i termini usati, quanto per la sostanza, il Ministro per le Riforme Calderoli ha commentato l'accaduto:

«Milano nella sua storia ha visto di tutto, sia in bello che in brutto, ma la schifezza di utilizzare dei bimbi innocenti per sostenere le proprie perversioni gli mancava e credo che oggi si sia veramente toccato il fondo». «I bambini nati in coppie lesbiche da fecondazione eterologa, che vengono fatti sfilare in questo corteo, gridano vendetta a Dio: ciascuno può fare della propria vita sessuale quello che vuole, ma giocare con la vita e con la mente dei bimbi non è consentito»