02/04/2006
Tommaso

Come già in altre casi simili scrissi, delitti efferati o che offendano in modo irreparabile la dignità della persona, richiedono una pena che ponga definitivamente fine al pericolo che rappresentano certi soggetti per la società e, nello tempo, sia una risposta adeguata, una conseguenza equa, per il male fatto:
la morte.
D’altronde se, come taluni sostengono, l’anima sopravvive e, attraverso ripetute reincarnazioni, ha modo di epurarsi, di purificarsi, di crescere, chi ha commesso così gravi delitti avrà altre occasioni in seguito di usufruire dell'opportunità di esistere, di vivere, nella forma in cui è ora.
Ben più proficuamente le risorse che la comunità dovrebbe impiegare per il mantenimento in vita, all'interno di una struttura di detenzione, di simili “mostri”, potrebbero essere impiegate per iniziative umanitarie o di sostegno a chi, senza averne colpa o per motivi legati all'età o alla perdita della salute, venga a trovarsi in gravi difficoltà.
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