08/11/2006
Parole e significati
La scorrettezza, la partigianeria intellettuale, il disprezzo per le opinioni altrui, spesso si avvalgono di mezzi assai subdoli per ottenere i loro scopi.
Ciò è, almeno, quel che io credo e deduco..
A questo proposito vorrei porvi adesso un interrogativo:
come mai la generica avversione per l’uomo viene detta misantropia (cioè, letteralmente, odio per l’uomo), mentre la contrarietà allo straniero è chiamata xenofobia (cioè paura dello straniero)?
La mia impressione è che si sia voluto deliberatamente definire questa seconda specie di avversione con un termine, una qualifica, particolarmente sminuente, umiliante, spregiativa, per chi la prova... la paura infatti sa di vigliaccheria, di debolezza, di pochezza, di personalità fragile e confusa..
Non sarebbe stato più onesto ed equo, mi domando, chiamarla misoxenia?
Questa "scelta fobica", evidenzierebbe pertanto un'intenzione dell'inventore della definizione di colpire chi ha un'idea diversa.... la stessa specifica volontà denigratoria di chi, mi si consenta, per riferirsi a ipotetici aneliti separatistici, anziché adoperare il termine generico e neutro di spinte, usa quello di conati... ;-)
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