10/09/2007
Speranza che viene, speranza che va

Una volta sperare era sperare
aria d'amore o d'ozio o di campagna
o d'infanzia risorta o un pianto o un mare
dove spunti una vela, una montagna
bruna per la distanza, una città
diove perdersi in pace. Piano, un passo
dopo l'altro, è mutata, spenti i simboli
ridicoli, quei miti blandi limbi.
E la speranza ora è convulso passo
di bestia, entro di noi, che viene e va.
(Poesia tratta dalla raccolta "Poesia e errore" di Franco Fortini, Firenze, 10 settembre 1917 – Milano, 28 novembre 1994 - il titolo del post è di mia fantasia)
09:15 Scritto in Date | Link permanente | Commenti (5)