28/10/2005
BLOG INTERRUPTUS
Ho temporaneamente sospeso l’attività di questo blog.. e non perché io sia particolarmente depresso o senta il bisogno di dedicarmi maggiormente alla vita reale.
Sono semplicemente stufo e deluso di me stesso e non solo.
Questo dei blog mi pare spesso un inutile girotondo che non approda a nulla, che non si evolve e anzi decade, degenera, giorno dopo giorno.
Certo, alcuni degli incontri fatti in rete meritano una continuazione.... ma per questo c’è anche la posta, elettronica o meno, il telefono, e sono a nostra disposizione sistemi di messaggistica in quantità.
D’altronde tutto termina... ogni cosa, al momento della sua nascita, contiene in sé il germe della propria fine.
Non è una decisione irrevocabile, ma anche quella degli spazi personali può diventare una consuetudine, un’abitudine che si trascina stancamente.... e di questo non abbiamo bisogno, come bisogno non c’è di mostrare perseveranza nel seguire direzioni vane.
22:10 Scritto in Web | Link permanente | Commenti (50)
27/10/2005
Elogio della pazzia
La pazzia, quando non è insania pura, è speranza, ottimismo, azzardo, voglia di provare, incapacità di resistere, scacco alla ragione.. è il vinello spumeggiante col quale riempire il fiasco del tempo..
Ma c'è chi su questo argomento ha scritto addirittura un saggio....
E quindi, in occasione del 539° anniversario della nascita di Erasmo da Rotterdam (28-10-1466 -- 12-7-1536), eccovi un paragrafo del suo 'Elogio della pazzia':
16 - LA PAZZIA DA' SAPORE ALLA VITA
"E' tempo ormai di seguire l'esempio di Omero lasciando da parte gli Dèi e tornare sulla terra per vedere fino a qual punto gioia e fortuna vi si trovino solo per mio dono.
In primo luogo osservate con quanta previdenza la natura, madre e artefice del genere umano, ebbe cura di spargere dappertutto un pizzico di follia. Se, infatti, secondo la definizione stoica, la saggezza consiste solo nel farsi guidare dalla ragione, mentre, al contrario, la follia consiste nel farsi trascinare dalle passioni, perché la vita umana non fosse del tutto improntata a malinconica severità, Giove infuse nell'uomo molta più passione che ragione: press'a poco nella proporzione di mezz'oncia ad un asse. Relegò inoltre la ragione in un angolino della testa lasciando il resto del corpo ai turbamenti delle passioni. Quindi, alla sola ragione contrappose due specie di violentissimi tiranni: l'ira, che occupa la rocca del petto e il cuore stesso che è la fonte della vita, e la concupiscenza che estende il suo dominio fino al basso ventre. Quanto valga la ragione contro queste due agguerrite avversarie ce lo dice a sufficienza la condotta abituale degli uomini: la ragione può solo protestare, e lo fa fino a perderci la voce, enunciando i princìpi morali; ma quelle, rivoltandosi alla loro regina, la subissano di grida odiose, finché lei, prostrata, cede spontaneamente dichiarandosi vinta." ;-)
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