21/09/2008
Il Partito del Silenzio
Si arriva a un punto in cui non si sa più cosa dire e cosa pensare.
Porzioni di territorio di questo tormentato paese in balia di negri scatenati, compagnie aeree di bandiera che non possono essere salvate perché l'odio politico, la vittoria della fazione, devono prevalere sull'interesse generale, un premier spesso avventato nel parlare e che offre un'immagine di sé tricologicamente innaturale, un'opposizione priva di tutto.. leader, idee, immagine, futuro..... una nazione allo sbando, confusa, in cui una guida autorevole, che sia di stimolo e di esempio per tutti, che dia alla comunità una direzione tale da rivalutarne le virtù morali, le qualità intellettuali e la capacità lavorativa, manca tuttora, nonostante le nostre speranze.
Qui più che l'alternanza al potere, occorrerebbe un'alternativa... ma viviamo in un periodo di mediocrità; forse le comodità, gli agi, spengono l'ingegno... e coloro che lo posseggono ben si guardano dal porsi come condottieri, sia perché non hanno l'indole degli agitatori di folle o più banalmente perché non hanno accesso al palcoscenico tv.
Bruciati tutti gli ideali, sconfitti tutti i sistemi, non resta che il buon senso... ma questo, nella confusione, nel clamore, nella calca, si nasconde e affonda dentro le menti.. solo il silenzio gli consentirebbe di riemergere... ecco, se un partito dovessi fondare o proporre, sarebbe quello del silenzio.. lì, forse, vive la radice comune, quel ragionevole comune pensare che rappresenta il legame che unisce, il canto dolce che non emerge fra gli strepiti, ma sussurra dentro di noi.
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