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17/10/2005

Par Condicio

Una deviante visione antropocentrica del mondo ci fa compiere la distinzione fra bene e male...... ed è male, secondo tale criterio, ciò che è contro l’uomo, contro la sua vita, mentre è bene ciò che lo favorisce.
Se però ci distacchiamo da quest'ottica di parte, non è difficile constatare che al male di un soggetto, dell’uomo, corrisponda anche, specularmente, il bene di un altro essere, di un'altra entità.
E così, quando egli viene ucciso da un virus, da un’infezione, al suo male corrisponde il bene di microscopiche creature che, in tal modo, hanno avuto l’occasione, l’opportunità, di vivere, di espandersi, di proliferare.
E ugualmente le forze della natura, pur nei loro effetti sconvolgenti e distruttivi, dirompendo hanno modo di manifestarsi, di essere.... di fare così, in sostanza, il proprio bene.
E' quindi, a mia opinione, un'operazione corretta abbandonare l’idea che l’essere umano occupi nell’insieme universale una posizione di privilegio e che a lui sia dato un rango e un ruolo preminente.... egli è insieme al resto, egli prevale ed è schiacciato, egli uccide ed è ucciso.
Ogni cosa presente alterna momenti di vittoria (il bene, la vita, l'espansione) a disfatte (il male, la morte, la stasi)... nessun dio, come ci dissero, ama maggiormente l’uomo.... egli, se v’è, ama del pari una serpe velenosa, e a lei, come all’uomo, concede di vivere per quel che è, anche se ciò significhi per altri la morte.

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