03/12/2009

Bene, per sempre

Premetto che le considerazioni che ora farò sono prive di uno studio storico che dia loro sostanza o conferma, sono solo il frutto di una riflessione spontanea che mi ha portato a pensare che un'idea fissa dell'umanità, o di una parte di essa, o di chi si trovò nell'ambito di una certa area in una posizione di comando, sia stata quella di raggiungere il consolidamento nel tempo, la vittoria perenne e definitiva di un «modello» particolare, creduto migliore di altri, giudicati falsi o dannosi, se non addirittura equiparati al male, anche estremo, assoluto.
Ecco, rendere definitiva la vittoria del bene sul male, finalmente smascherato e respinto, distrutto, cancellato, non importa come, fu forse lo scopo della Chiesa che con l'Inquisizione tentò in ogni modo di far trionfare «per omnia saecula saeculorum» quella particolare idea di verità, intesa come santa e salvifica.
Anche i grandi dittatori dello scorso secolo ebbero, oso supporre, l'obiettivo, la missione, di far trionfare in via definitiva la loro verità, ebbero l'ambizione di consegnare ai posteri quella che era per loro la miglior condizione e il miglior destino possibili per il futuro del mondo o di gran parte di esso.
Ciò che ora, agli occhi dell'oggi, appare come un olocausto, una carneficina, uno sterminio, allora forse parve a chi lo produsse come un atto necessario, un atto crudele ma inevitabile per determinare il trionfo di quello che essi ritenevano il bene, visto come irriducibile antagonista del male, il cui seme si doveva estirpare per sempre, a ogni costo, senza alcuna remora o pietà.
Questo mi è parso, pensando... ma anche ho pensato che quando ciò che si considera il bene lotta senza quartiere contro ciò che si individua come il male, spesso si confonde con esso, prendendone il posto, senza neppure accorgersene, forse.. o forse quando il volano dell'odio gira ormai vorticoso, è difficile fermarlo..

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22/11/2009

Umiltà, umiltà, umiltà...

Non nego di essere piuttosto infastidito dal continuo e fazioso dibattito sugli stranieri e sui diritti a loro spettanti, nonché su come noi, i cittadini, dovremmo atteggiarci nei loro confronti.
E' evidente a tutti che non può essere fatto di ogni erba un fascio e che non si può generalizzare, per cui diverso deve essere il modo di dare risposta alla loro presenza.
E in primo luogo credo che nessuna indulgenza vada usata verso chi compie crimini, perché tanto più grave pare a me un comportamento quando procura danno a una comunità che ospita, e che bene o male, accoglie nel proprio interno, nel proprio territorio.
Delitti come la violenza sulle donne meriterebbero una pena esemplare, neppure oggi contemplata dalle nostre leggi...
E neppure credo debbano essere ben accolti comportamenti provenienti dagli stranieri che implichino spavalderie o atteggiamenti volti a trasferire qui pratiche o usi che collidono con le abitudini locali o con il buon senso comune o che comunque provochino disagio o disturbo alla vita della comunità nazionale.
Personalmente trovo anche sgradevole quando sento stranieri parlare in pubblico nella loro lingua, non facendo così intendere ai presenti che cosa stiano dicendo... forse in questo c'è solo trascuratezza e non volontà di celarsi, ma sarebbe un segno di rispetto e delicatezza per chi li circonda se in tale circostanza usassero l'idioma italiano.
Per il resto non ritengo sia corretto da parte nostra avere un atteggiamento preconcetto e ostile, perché ciò che fa la persona sono le sue qualità, e non la sua origine.
Ma a tutti chiedo umiltà, perché essa è la chiave per aprire le porte all'accoglienza... con la grinta, con la forza, anche di una rivendicazione che appare di per sé giusta, non si ottiene nulla di buono, spesso una reazione difensiva, ostile.
E voglio ricordare adesso due gentili persone (un uomo piccolo e un po' curvo, con dei grandi occhi azzurri e una zingarella, elegante nel suo completino nero) che ho recentemente incontrato nel parcheggio di un centro commerciale... chiedevano l'elemosina, ma con quanto garbo e con quanta umiltà!!!
Essi così, col sorriso e con le buone maniere hanno vinto persino la mia rigida ritrosia, la mia voglia di aggirare e scacciare tutto ciò che turba il mio previsto percorso... e io ho sorriso a loro, come loro hanno sorriso a me..

30/05/2009

Elogio del Silenzio

Nel silenzio approvazione o rigetto, partecipazione o distacco, gradimento o ripulsa, superficialità o approfondimento, odio o amore, disinteresse o attenzione, disprezzo o ammirazione, impazienza o dilazione, mimetismo o appariscenza, mitezza o ferocia, perdono o vendetta... io amo il silenzio, lui è parte di me, è tutto ciò che non dico e non faccio, che non dirò e non farò mai..

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30/09/2008

Oltre, sempre

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Andando avanti negli anni mi rendo sempre più conto di quanto sia sbagliato, in caso di disaccordo o conflitto con qualcuno, volerne sviscerare i motivi, le ragioni, voler approfondire, arrivare alla resa dei conti, al famoso pettine in cui i nodi non passano.
Il fatto determinante per cui giungo a questa conclusione è che noi cambiamo e quello che abbiamo pensato o ritenuto giusto in un certo momento, può non sembrarcelo più successivamente... magari non facciamo cambiamenti macroscopici, ma cambiamo... e perciò, mutando, non siamo più gli stessi di chi, prima, ha agito in quel determinato modo.
Per lo stesso motivo credo fondamentalmente sbagliato scusarsi, fare una verbale o scritta dichiarazione di rigetto di precedenti atteggiamenti.... la scusa è infatti anch'essa, oltre che una deplorevole abiura di se stessi e una vile negazione di una scelta che allora sembrò giusta e appropriata alle circostanze, un riaggancio al passato, al già stato, al già trascinato via dall'acqua che scorre incessante sotto i ponti.
Colui che ha agito in un certo modo non esiste più, e neppure colui che ebbe, se vogliamo dire così, le conseguenze di quel modo di agire, è lo stesso.
Dato quindi un bel calcio al trascorso, la mia convinzione è che la miglior cosa da farsi, la più costruttiva e la più foriera di risultati, sia di andare oltre, sempre... sì, oltre sempre, per non far del passato un fardello che ci lega a un palo di legno ormai morto e lì ci consuma, ci rode e ci estingue, ma piuttosto un trampolino da cui spiccare il volo nella direzione dell'orizzonte.

13/09/2008

Crypto

L'asincronia è il male oscuro dell'irrealizzato

11/09/2008

Pensierino del giorno 2

Una scimmia con le mutande resta sempre una scimmia, proprio come un maiale col rossetto resta sempre un maiale

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Prodotto difettoso e fuori garanzia...

L'irrealizzabilità degli ideali attiene all'imperfezione dell'uomo, l'averli pensati come realizzabili alla sua superbia

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18/08/2008

In dubio abstine

Lungo una strada lastricata di errori, l'inazione è una riposante area di sosta.

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04/08/2008

Solutio in verum

La menzogna ha due modi per inchinarsi alla verità.... confessare la sua natura oppure perderla, divenendo conforme al vero.

14:05 Scritto in Pensieri | Link permanente | Commenti (7) | Segnala

10/02/2008

Dare & Avere

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Giustamente invoca i propri diritti chi diligentemente adempie ai propri doveri.

07:25 Scritto in Pensieri | Link permanente | Commenti (4) | Segnala

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