30/09/2008

Oltre, sempre

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Andando avanti negli anni mi rendo sempre più conto di quanto sia sbagliato, in caso di disaccordo o conflitto con qualcuno, volerne sviscerare i motivi, le ragioni, voler approfondire, arrivare alla resa dei conti, al famoso pettine in cui i nodi non passano.
Il fatto determinante per cui giungo a questa conclusione è che noi cambiamo e quello che abbiamo pensato o ritenuto giusto in un certo momento, può non sembrarcelo più successivamente... magari non facciamo cambiamenti macroscopici, ma cambiamo... e perciò, mutando, non siamo più gli stessi di chi, prima, ha agito in quel determinato modo.
Per lo stesso motivo credo fondamentalmente sbagliato scusarsi, fare una verbale o scritta dichiarazione di rigetto di precedenti atteggiamenti.... la scusa è infatti anch'essa, oltre che una deplorevole abiura di se stessi e una vile negazione di una scelta che allora sembrò giusta e appropriata alle circostanze, un riaggancio al passato, al già stato, al già trascinato via dall'acqua che scorre incessante sotto i ponti.
Colui che ha agito in un certo modo non esiste più, e neppure colui che ebbe, se vogliamo dire così, le conseguenze di quel modo di agire, è lo stesso.
Dato quindi un bel calcio al trascorso, la mia convinzione è che la miglior cosa da farsi, la più costruttiva e la più foriera di risultati, sia di andare oltre, sempre... sì, oltre sempre, per non far del passato un fardello che ci lega a un palo di legno ormai morto e lì ci consuma, ci rode e ci estingue, ma piuttosto un trampolino da cui spiccare il volo nella direzione dell'orizzonte.

29/09/2008

Gusti estremi

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Le donne sono come le mosche: o si posano sul miele o sulla merda.

By Truman Capote (New Orleans, 30 settembre 1924 – Bel Air, 25 agosto 1984) scrittore, giornalista e drammaturgo statunitense.

27/09/2008

Fu Marzia

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Oggi sono quasi certo di aver incontrato (anzi incrociato) lungo il marciapiede, una ragazza per la quale una decina di anni fa e qualcosa in più, avevo perso la testa.
A quei tempi avrei fatto di tutto per averla... era molto bella, alta e fierissima, ma assolutamente naturale, direi primordiale, primitiva.
Io credo di aver dato allora con lei (impiegata del nostro ufficio), che riusciva ad attrarmi quanto a irritarmi all'ennesima potenza, il peggio di me stesso... ho risposto alla sua arroganza e mancanza di tatto (per non dire completa maleducazione) con puntigliosa e vendicativa costanza, pentendomi sempre, poi, per essere andato oltre i limiti.
L'ho tormentata inviandole decine di sms, ai quali lei non rispondeva, anche perché impossibilitata a farlo per un difetto della sua sim... un atteggiamento molesto che oggi sicuramente avrà un termine anglosassone che lo inquadra, sebbene ora non lo rammenti.
Poi lo studio chiuse e ci perdemmo di vista, anche se io, per qualche tempo, le inviai in occasione di certe ricorrenze, quali compleanno o capodanno, auguri postali o piccoli doni, tipo calendarietti artistici (quelli dipinti con la bocca o i piedi da pittori invalidi) o mie fotografie floreali, e persino una sim di Tim per consentirle di rispondere ai miei messaggi (sim che mi restituì poco dopo dicendo che non poteva accettarla).
Ebbene, tutto questo per dire.... tatatatataaaa... che adesso è diventata una balena, per nulla attraente, i suoi occhi fiammeggianti, spenti, il passo stanco... ahhhhhhh... che cosa mi hai combinato M., se avessi scelto me avrei fatto di te una Regina!!!
Ahahahahaahahaa.....

26/09/2008

La redenzione di Benjamin

L'idea di felicità che possiamo coltivare è tutta tinta del tempo a cui ci ha assegnato, una volta per tutte, il corso della nostra vita. Una grande gioia che potrebbe suscitare la nostra invidia, è solo nell'aria che abbiamo respirato, fra persone a cui avremmo potuto rivolgerci, con donne che avrebbero potuto farci dono di sé. Nell'idea di felicità, in altre parole, vibra indissolubilmente l'idea di redenzione. Lo stesso vale per la rappresentazione del passato, che è il compito della storia. Il passato reca seco un indice temporale che lo rimanda alla redenzione. C'è un'intesa segreta fra le generazioni passate e la nostra. Noi siamo stati attesi sulla terra. A noi, come ad ogni generazione che ci ha preceduto, è stata data in dote una debole forza messianica, su cui il passato ha un diritto.

Walter Benjamin (Charlottenburg, 15 luglio 1892 – Portbou, 26 settembre 1940) filosofo e scrittore tedesco - "Tesi di filosofia della storia" -

Commento:

Sembra di cogliere nelle parole di Benjamin il concetto secondo cui l'idea di felicità sarebbe rappresentata da una sorta di sogno o di speranza di redenzione, intesi come possibilità di rimedio, riparazione, ripetizione delle nostre azioni od omissioni sbagliate che, evidentemente, hanno creato infelicità.
Ma quest'idea, questo sogno del ritorno, adombrato dal lettore, si scontra subito bruscamente con quell'"una volta per tutte", che esclude, per chi è già stato, ogni forma di ricomparsa, di reincarnazione che consenta ai medesimi soggetti di ripetere e rinnovare il proprio tempo, rimediando ai precedenti errori.
Il "compito redentivo" viene assegnato invece, come può dedursi nella seconda parte del brano, alle generazioni future, le quali hanno la sia pur debole forza messianica, innovatrice e propulsiva, necessaria per porre rimedio, o tentare di farlo, a ciò che anzi è stato, da chi li ha preceduti, compiuto di sbagliato... un rimedio che le generazioni passate hanno diritto di veder posto in atto, o almeno tentato.
Vien da sé che, redenzione dopo redenzione, il futuro dovrebbe essere sempre migliore del passato e che verso il meglio, verso una condizione migliore e più felice, sia rivolto il destino dell'umanità, anche se oggi tutto ciò pare assai difficile a credersi.

25/09/2008

Lifestyles....

.....of the 2008 Presidential Candidates

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Andando al link sottostante potrete dare un'occhiatina alla vita privata e all'ambiente in cui vivono i Candidati alle Presidenziali USA... curiosità innocua, divertente e istruttiva... ;-)

http://www.walletpop.com/specials/lifestyles-of-2008-pres...

(lì giunti non dimenticate di clickare e ri-clickare su Next!)

24/09/2008

Un perdono pericoloso

Quando si dice che gli uomini sono sostanzialemente stupidi se si innamorano o si infatuano o si intestardiscono di volere una certa donna, al di là di ogni evidenza che consiglierebbe di starne invece ben alla larga, non si sbaglia... perché questa è purtroppo la verità.
L'ultimo fulgido esempio di tale assioma ci viene da Taggia (Imperia), ove la donna quarantenne che aveva spinto l'amante a cercare un killer che, dietro compenso, li liberasse del marito, dopo essere stata scoperta e accusata di istigazione all'omicidio, è tornata a vivere col coniuge il quale, nonostante tutto, l'ha riaccolta sotto il tetto coniugale.

Ma ecco la notizia completa, come riferita dall'agenzia AGI:

http://www.agi.it/genova/notizie/200809231739-cro-r012590-art.html

23/09/2008

Asini e asine da soma

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Chi sale sul monte più alto ride di tutte le tragedie vere e fasulle.
Coraggiosi, spensierati, ironici, violenti - così ci vuole la saggezza: essa è femmina e ama sempre solo il guerriero.
Voi mi dite: "La vita è pesante da portare". Ma a che scopo avreste la mattina il vostro orgoglio e a sera la vostra rassegnazione?
La vita è pesante da portare: ma non fingetevi tanto delicati di fronte a me! Siamo tutti quanti forti asini e asine da soma.
Che cos'abbiamo in comune con i boccioli di rosa che tremano sotto il peso di una goccia di rugiada?
E' vero: noi amiamo la vita, non perché siamo abituati a vivere, ma perché siamo abituati ad amare. Nell'amore c'è sempre un po' di follia. Ma nella follia c'è sempre un po' di saggezza.
E anche a me, che amo la vita, pare che le farfalle e le bolle di sapone e quanti fra gli uomini sono simili a loro, sappiano più cose della felicità.
Veder svolazzare queste esili folli tenere animule volubili commuove Zarathustra sino alle lacrime e al canto.
Io crederei solo a un dio capace di danzare.
E quando vidi il mio demone, lo trovai serio, scrupoloso, profondo, solenne: era lo spirito della gravità - a causa sua tutte le cose cadono.
Non si uccide con la collera, ma col riso. Su, andiamo a uccidere lo spirito della gravità!
Io ho imparato a camminare: da allora mi consento di correre. Ho imparato a volare: da allora non voglio venir spinto per muovermi.
Ora sono lieve, ora volo, ora vedo me sotto di me, ora tramite me danza un dio.

Così parlò Zarathustra.

(da "Così parlò Zarathustra" di Friedrich Nietzsche, Parte prima, Del leggere e scrivere)

21/09/2008

Il Partito del Silenzio

Si arriva a un punto in cui non si sa più cosa dire e cosa pensare.
Porzioni di territorio di questo tormentato paese in balia di negri scatenati, compagnie aeree di bandiera che non possono essere salvate perché l'odio politico, la vittoria della fazione, devono prevalere sull'interesse generale, un premier spesso avventato nel parlare e che offre un'immagine di sé tricologicamente innaturale, un'opposizione priva di tutto.. leader, idee, immagine, futuro..... una nazione allo sbando, confusa, in cui una guida autorevole, che sia di stimolo e di esempio per tutti, che dia alla comunità una direzione tale da rivalutarne le virtù morali, le qualità intellettuali e la capacità lavorativa, manca tuttora, nonostante le nostre speranze.
Qui più che l'alternanza al potere, occorrerebbe un'alternativa... ma viviamo in un periodo di mediocrità; forse le comodità, gli agi, spengono l'ingegno... e coloro che lo posseggono ben si guardano dal porsi come condottieri, sia perché non hanno l'indole degli agitatori di folle o più banalmente perché non hanno accesso al palcoscenico tv.
Bruciati tutti gli ideali, sconfitti tutti i sistemi, non resta che il buon senso... ma questo, nella confusione, nel clamore, nella calca, si nasconde e affonda dentro le menti.. solo il silenzio gli consentirebbe di riemergere... ecco, se un partito dovessi fondare o proporre, sarebbe quello del silenzio.. lì, forse, vive la radice comune, quel ragionevole comune pensare che rappresenta il legame che unisce, il canto dolce che non emerge fra gli strepiti, ma sussurra dentro di noi.

18/09/2008

0,5 in Condotta!

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Immagino che, a meno che non siate astemi, qualcuno di voi avrà già pensato a quanto occorra bere per superare il fatidico limite degli 0,5 grammi per litro di alcool, oltre il quale, se alla guida, si incorre nelle sanzioni previste dalla legge.
Fatta tale premessa, esprimo la mia convinzione che generalmente siamo persone abbastanza rispettose di noi stessi e degli altri, capaci di adoperare il normale buon senso e dotati di una buona percezione del proprio stato di lucidità, per non correre il rischio di uscire dal consentito.
Oltretutto, nonostante quel che si possa pensare sentendo il resoconto di episodi accaduti, il superamento degli 0,5 g/l non sembra affatto facile.
Il piccolo apparecchio misuratore che ho acquistato (sempre che non indichi ben meno del reale), per quanto mi riguarda ha infatti mostrato questi risultati:
bevendo a pasto circa un quarto di vino rosso e, volendo esagerare (per motivi di sperimentazione scientifica, naturalmente)), un po' più di tale quantità con l'aggiunta di un sorso di super alcoolico, nell'immediato l'indice dell'apparecchio va, nella peggiore delle ipotesi, a 0,7.
Nell'arco però di una decina di minuti siamo già ben al di sotto, a 0,3 o 0,2 o 0,1.. con un calo che continua, lasciando al massimo una persistenza alcoolemica, dopo un'ora, di valore 0,1.
Se questa è la realtà, mi chiedo allora cosa si debba fare per avere un valore persistente (che resta stabile e duraturo dopo il forte calo iniziale) superiore a 0,5... io dico che bisogna veramente avere la percezione dell'ubriachezza e che la quantità di alcool assunta debba essere cospicua (non so se una una bottiglia di vino da 3/4 sarebbe sufficiente).
Quindi, raccomandandovi di prendere comunque queste mie deduzioni empiriche con le molle, la mia opinione è che la credenza o "leggenda metropolitana", secondo cui basta bere pochissimo per andare oltre il consentito, non abbia fondamento oggettivo... e che coloro che vengono "beccati" in fallo, risultano positivi al controllo perché hanno tracannato senza troppo ritegno...;-))
Per concludere, il link di un'interessante tabellina del Ministero della Salute:

http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_newsAree_463_li...

17/09/2008

Il Popolo di Dio

1 Quando andrai in guerra contro i tuoi nemici e vedrai cavalli e carri e forze superiori a te, non li temere, perché è con te il Signore tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto. 2 Quando sarete vicini alla battaglia, il sacerdote si farà avanti, parlerà al popolo 3 e gli dirà: Ascolta, Israele! Voi oggi siete prossimi a dar battaglia ai vostri nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e non vi spaventate dinanzi a loro, 4 perché il Signore vostro Dio cammina con voi per combattere per voi contro i vostri nemici e per salvarvi. [....]
10 Quando ti avvicinerai a una città per attaccarla, le offrirai prima la pace. 11 Se accetta la pace e ti apre le sue porte, tutto il popolo che vi si troverà ti sarà tributario e ti servirà. 12 Ma se non vuol far pace con te e vorrà la guerra, allora l'assedierai. 13 Quando il Signore tuo Dio l'avrà data nelle tue mani, ne colpirai a fil di spada tutti i maschi; 14 ma le donne, i bambini, il bestiame e quanto sarà nella città, tutto il suo bottino, li prenderai come tua preda; mangerai il bottino dei tuoi nemici, che il Signore tuo Dio ti avrà dato. 15 Così farai per tutte le città che sono molto lontane da te e che non sono città di queste nazioni.
16 Soltanto nelle città di questi popoli che il Signore tuo Dio ti dà in eredità, non lascerai in vita alcun essere che respiri; 17 ma li voterai allo sterminio: cioè gli Hittiti, gli Amorrei, i Cananei, i Perizziti, gli Evei e i Gebusei, come il Signore tuo Dio ti ha comandato di fare, 18 perché essi non v'insegnino a commettere tutti gli abomini che fanno per i loro dèi e voi non pecchiate contro il Signore vostro Dio.

Deuteronomio cap. 20

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